Chi siamo

C’era una volta, nell’ottobre del 2002, un buon numero di fedeli della Diocesi di Biella che si ritrovò come tutti gli anni alla veglia missionaria in Duomo, organizzata dall’indomito Padre Bretti. Quell’anno però erano stranamente presenti anche un discreto numero di infedeli, alcuni infiltrati tra l’assemblea ed uno addirittura a fare una testimonianza sulla sua esperienza estiva in Kenya. Al termine della veglia di preghiera il gruppo di fedeli tornò alle proprie case, mentre il gruppo di infedeli, che tra loro non si conoscevano, si ritrovava a parlare fuori dalla chiesa per poi scoprirsi in un pub, senza sapere come, quasi tutti reduci da esperienze estive in terre di missione. La birra fu buona, si era stati bene insieme, cosicché gli infedeli decisero di ritrovarsi per continuare a bere qualcosa e confrontarsi sulle riflessioni che quell’esperienza aveva prodotto.
I primi incontri sono persi nella notte dei ricordi ed in una nebulosa caotica di esperienze. Si passò da ritrovi semi-carbonari ad incontri di testimonianza che raggruppavano circa cinquanta persone; ci si trovava a cercar di capire come mettere insieme i pezzi di questo puzzle che andava formandosi (si decide di chiamare Miss.Bi.) e di ascoltare persone che ai territori di missione avevano dedicato la vita (su tutti Padre Gabriele e il suo mitico amico Sergio).
Gli anni passano e i miti invecchiano e si cerca di capire come mettersi in rete con le altre realtà simili nel Biellese. Nel frattempo ognuno continuava a frequentare quelli con cui aveva vissuto l’esperienza estiva. Insomma un caos che lentamente prende forma e aumenta nella sua caoticità: sulle magliette  Nietsczhe scriveva: “Solo dal caos può nascere una stella”.
Nell’ottobre 2004 padre Bretti viene sostituito con un non meglio identificato Padre Roberto Melis, che entra in contatto con la nebulosa di infedeli del Miss.Bi., i quali già da tempo andavano cercando di capire se per caso in quelle esperienza e in tutto ciò che da esse si era sviluppato, non c’entrasse anche il buon Dio. Piano piano arrivarono a capire che la risposta era affermativa e la accesero: Miss.bi evolve così verso la primavera del 2005 nel gruppo giovani del Centro Missionario Diocesano (da ora CMD) di Biella.
Il bruco è diventato farfalla o viceversa, tant’è che inizia una nuova fase, si aggregano nuovi amici, altri capiscono che è venuta l’ora di prendere altre strade, altri ancora vanno e vengono… dal ritrovarsi solo per bere si inizia a ritrovarsi anche per mangiare ed inoltre si conoscono i mitici CMD di Novara e Vercelli. Il 2005 è così anno di assestamento, ma in un momento a cavallo tra il tempo e l’eternità ecco la proposta indecente di Padre Roberto Melis: “Visto che avete fatto tutti un’esperienza missionaria, perché non organizzare un corso per i ragazzi biellesi che vogliono farne una?”. Parte così la gestazione del corso “Venite e Vedrete”, presentato ufficialmente a Muzzano 2006.
Se già prima ordine e caos convivevano e crescevano bellamente, ora lo sviluppo ha un’impennata improvvisa: si alternano meeting di preparazione infuocati a bellissime esperienze, creazioni di filmati a dir poco demenziali ad incontri con persone che lasciano il segno, insomma… non si capisce chi prepara chi e a che cosa. Di sicuro si vede che il buon Padre ci prende tutti per mano e ci fa fare un intensissimo corso-percorso, che nell’estate 2007 sfocia nella partenza di cinque gruppi sparsi tra Perù, India, Brasile, Tanzania e Mozambico, mentre il sesto gruppo, l’Unità di crisi, in quel di Campiglia Cervo, diventa per un mese l’ombelico del Biellese e anche un po’ del mondo, intento a raccogliere notizie dai vari gruppi e a sostenerli, anche da lontano.
Dopo questo infuocato 2007, i superstiti si ritrovarono alla veglia missionaria di quell’ottobre. Da lì alcuni continuano a incontrarsi perché è bello trovarsi a mangiare insieme e a confrontarsi sulle riflessioni che quell’esperienza ha prodotto.
Inizia una nuova fase per il gruppo giovani del CMD di Biella, si aggregano nuovi amici, altri capiscono che è venuta l’ora di prendere altre strade, altri ancora vanno e vengono … ma qui sembra che stia nascendo un’altra stella ed è bene che il racconto di questa nascita lo lasci a quelli che ne sono e ne saranno partecipi.